Qual è stato il primo Meme della Storia di Internet?


Non mi piacciono gli articoli che promettono una risposta e poi devi scorrere in fondo.
Eccolo:

Si chiama Internet Coke Machine, 1982. C’era molto vita prima del WWW.

Diciamoci la verità: ora che l’avete scoperto smetterete di leggere l’articolo? No 🙂

È un po’ come quei film dove sai già tutto, il regista ti premette tutto. E comunque rimani incollato dall’inizio alla fine. Perché non è una questione di dove metti l’informazione, purtroppo la superficialità ci ha abituati a standard di questo tipo. Ma c’è poco standard quando hai a che fare con le persone e la lettura delle informazioni.

Se volete approfondire subito Internet Coke Machine, vi metto l’indice così ci andate direttamente. Prima però, vorrei fare un approfondimento sui Meme in genere perché voglio chiarirmi le idee insieme a voi.

Indice:

Origine della Parola

Ringraziamo Wikipedia per aver dato la possibilità a tutti di conoscere l’origine della parola Meme e di altre: quanto dobbiamo a Wikipedia, che per quanto mi riguarda è la fonte delle fonti (magari gli articoli non sono il massimo, ma le fonti sono oro). Suggerisco alla Commissione Europea di tralasciare la proposta di Direttiva sul Copyright perché è già ora anacronistica e di fare qualcosa per Wikipedia: saccheggiata da Google nei risultati di ricerca, saccheggiata dai tanti giornali.

Wikipedia ci dice dal greco mím?ma, “imitazione”, sul modello di gene è la minima unità culturale capace di replicazione nei cervelli umani proposta da Richard Dawkins in Il gene egoista del 1976.”

Prima di Internet

Un articolo della BBC ha scovato questo:

È nel magazine satirico The Judge, 1921.

E dicono: lo sappiamo che una singola immagine non può essere considerata un meme. Ma pare che tra il 1919 e il 1920 molte immagini di quel tipo siano circolate con il classico “Expectations vs. Reality” che oggi conosciamo tutti.

Un meme quindi, non è il contenuto, non è l’immagine con la scritta, ma è molto altro. E può essere immagine, gif, video, ect ect.

Cosa deve accadere perché sia considerato Meme?

La parola viene spesso associata ai Social: questo perché molti Social Media Manager non hanno vissuto attivamente l’era nella quale non c’erano i Social, non conoscono o hanno preso parte agli ambienti sociali che esistono da sempre su Internet. Prima del WWW.

Infatti si portano dietro l’errata frase: facciamo un meme. Che è un po’ come dire facciamo un video virale.

Così come un video diventa virale solo dopo determinate reazioni, un contenuto diventa un meme solo dopo determinate reazioni.

Insomma, appiccicare un testo sopra una foto non basta. Ma siamo abituati a parole che perdono il loso senso perché usate in modo superficiale e poi diventa normale abituarci a quel significato. Avviene da migliaia di anni questo, avverrà anche dopo di noi.

Il sito Know Your Meme ha i suoi criteri, che io condivido, che definiscono cosa è un Meme:

I sei concetti che vengono presi in esame per valutare un Meme che poi da loro viene confermato sono:

  1. Viral Spread: risultati di ricerca, citazioni sui social media, post sul forum, percorso di diffusione.
  2. Punto di origine: scoprire dove è apparso il meme per la prima volta e provare che si è diffuso oltre la sua sottocultura originale.
  3. Derivati: volume esistente di parodie, mashup, remix, parodie, ricontestualizzazioni e rievocazioni. Sta cambiando?
  4. Esistenza nei siti specializzati: siti Web e comunità che sono stati resi famosi per la diffusione e la cultura dei meme.
  5. Memes organici / forzati: il meme si diffondeva da pari a pari o con l’astroturfing? Anche i fenomeni di astroturfing possono diventare meme.
  6. Spin-off / sub-meme (facoltativo): molti meme generano molti sub-meme.

E infatti quando si chiede “come posso creare un meme?” la risposta è che i Meme non si creano, ma si verificano quando accade che quel contenuto vive fuori dal contenuto stesso, sfugge alla programmazione, viene coinvolto in numerose altre opere.

Le caratteristiche vincenti

Questo è un Meme?

Bisogna verificarlo, ci sono però alcune caratteristiche riconoscibili:

  • Contiene un messaggio che possono capire solo persone che sanno come si gioca a scacchi
  • È goliardico, ha un messaggio ironico che contiene altri messaggi.

Probabilmente non è un Meme. Però fa ridere. Chi lo comprende. Da notare che non c’è solo l’associazone con gli scacchi, ma anche Monarchia / Clero.

Quando un contenuto, nel tempo, diventa un veicolo per comunicare dei concetti che vengono riconosciuti da una determinata cultura e usati dalla community in più contesti e formati, allora possiamo dire che siamo molto vicini ad un Meme.

Una delle caratteristiche, dal mio punto di vista, che lo fanno diventare virale è proprio la goliardia che c’è dietro. Un determinato tipo di pubblico comprende il messaggio, un altro determinato tipo di pubblico non lo comprende affatto. Addirittura lo travisa completamente, come stiamo per vedere nella storia di PedoBear.

Il Primo Meme della Storia di Internet

Abbiamo detto che il primo si chiama Internet Coke Machine, 1982. Andando in giro alcuni ne citano altri, come per esempio the Dancyng Baby

Ma è solo del 1996.

Non si può nemmeno prendere come data per validitià di un meme la data in cui è nato l’oggetto, ma bisogna prendere quando è diventato un fenomeno in rete. Altrimenti probabilmente andremmo a prendere simboli antichi, come la croce e la x (metterci una croce sopra, poi gli fai una x sopra) e tutte le immagini prodotte in questo modo. Altrimenti prenderemmo la Katana (1392).

Invece prendiamo e premiamo, ad oggi, Internet Coke Machine del 1982.

Scoperto da Cybergata il 26 Agosto del 2010 e postato sul forum del sito Know Your Meme.

Dice: è iniziato tutto quando la Coke Machines è stata connessa a Internet nel 1982 al Carnegie Mellon University’s School of Computer Science. Il programmatore voleva controllare se fosse vuota via rete invece che farsi le scale. Così a molti colleghi l’idea è piaciuta ed è diventata un Internet Status Symbol. È un mito per chi è arrivato sul WWW nei primi anni ’90.

Vari link:

Esisteva una volta anche una timeline dei meme della rete, ma è offline. Vi segnalo la pagina su Archive.org.

Sono sicuro che dal 1982 al 1996 ne potrete trovare altri così come ho fatto cercando per dare dentro i vari siti specializzati.

Il Primo di cui è si è occupato Know Your Meme


Il meme in questo caso si chiama PedoBear. Anno: Febbraio 2003. Origine: 4chan.

È molto interessante la sua storia e ci fa capire cosa è un Meme.

Sito Know Your Meme.

La Storia di PedoBear

La sua origine è molto bella e la sua storia lo è ancora di più. Così almeno è chiaro perché non si può dire “facciamo un meme”.

È raccontata in lingua inglese nella pagina dedicata di Know Your Meme e nel loro video che vi embeddo qui.

Vi evidenzio le parti più forti, dal mio punto di vista.

Facciamo la cronostoria

Nel 2003 diventa famosa, su 2channel (forum giapponese), questa “ASCII art ” con al scritta Kuma (Orso, come Kuma personaggio di One Piece). Si usava come risposta alle discussioni che cercavano di attirare l’attenzione, quasi per segnalare che era una discussione simil clickbait (sì, anche questo termine non viene dai Social, abituatevi).

Su 4chan viene “adottata” e “cartonizzata” sia dai moderatori che dagli utenti per segnalare un contenuto pornografico illegale. Associato a breve alla pedopornografia. Da qui, PedoBear.

È 4chan a dare il via a quello che da questo momento in poi si può definire un meme.

Da qui infatti succede il finimondo: usatao dappertutto.

Alcuni esempi.


E finisce fuori da Internet: un giornale la prende come Mascotte delle Olimpiadi di Vancouver, realizzano videogame, finisce nei film e in pubblicità, cartoline e copertine, telegiornali e nei cartelloni pubblicitari. Alle manifestazioni le persone si vestono da PedoBear.

Quando Benedetto XVI andò in visita a Malta, in uno dei cartelloni pubblicitari, comparve PedoBear. Lo capite il messaggio vero? Ecco, non tutti lo capiscono, il Meme trova nella comprensione della sua community la grande diffusione.

In Italia se ne parlò e infatti Google Trends lo certifica:

Ancora oggi viene usato, ci sono tanti altri esempi, ma la cosa importante è che è diventato un simbolo che comunica determinati concetti.

Questi concetti sono comprensibili da una determinata “cultura” o “community”, non è di massa. Pensate che ci sono state varie controversie nel passato perché le persone che non conoscono PedoBear lo hanno confuso come simbolo che incentiva la pedofila e ci sono state proposte di ban dell’immagine da DeviantArt e Facebook.

I “Primi” Meme di cui si è occupato Know Your Meme

Qui trovate la lista ordinata in modo cronologico. Non sono i primi della storia di Internet, ma i primi di cui si è occupato il sito e dove troverete le varie storie con molte informazioni.

 

Quanti ne riconoscete? 🙂

Conclusioni

Cosa è per me un Meme? Prendo la frase che ho usato sopra:

Quando un contenuto, nel tempo, diventa un veicolo per comunicare dei concetti che vengono riconosciuti da una determinata cultura e usati dalla community in più contesti e formati, allora possiamo dire che siamo molto vicini ad un Meme.

Magari, nel tempo, aggiornerò questa definizione.

Per i Social Media Manager o altre figure che vogliono lanciarsi in una campagna sfruttando un Meme già esistente consiglio prima di tutto di studiarsi la storia del Meme fin dal principio per comprendere esattamente il suo significato in termini di comunicazione. Altrimenti rischiate di appiccicare un qualcosa fuori contesto. Che non è una bella cosa.

Tipo la famosa di John Travolta dove il sentimento di fondo non è “non c’è nessun qui” che viene spesso associato all’immagine in modo sbagliato, ma il disorientamento. Non basta che non ci sia nessuno. Anzi, il disorientamento, può essere venire anche dall’eccesso.

Infatti, la prima volta che venne usato non divenne popolare. Diventò un Meme successivamente, alle reazioni di questo messaggio e con il tutorial per includerlo.

MRW I ask my daughter what she wants for Christmas and she says, “A doll.” from r/reactiongifs

E per questo, il Meme, si chiama Confused Travolta.

Nella famosa scena infatti, non è vero non trova nessuno. È in uno stato particolare e succede qualcosa.

Capite perché non si possono prendere le cose a caso? 🙂

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