Google chiarisce la faccenda delle Foto nell’Advertising


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Con una modifica ai propri Termini di Servizio, questa mattina Google ha chiarito la vicenda, su cui s’era sollevata un’accesa polemica tempo fa, dell’utilizzo di foto e nomi degli utenti nell’advertising. In realtà la questione era già piuttosto chiara, poiché a Mountain View avevano spiegato che avrebbero lasciato ai possessori di un account la possibilità di scegliere: apparire o rimanere fuori. Certo, bisognava conoscere opzioni, privacy e cose simili. Non è da tutti.

Oggi l’aggiornamento, del quale riportiamo alcuni passaggi interessanti.

Su Google, hai il pieno controllo di tutto ciò che condividi. Questo aggiornamento dei Termini di servizio non modifica in alcun modo la scelta delle persone con cui sono stati condivisi contenuti in passato né la capacità di controllare con quali persone condividere i contenuti in futuro.

Sugli annunci pubblicitari, Google chiarisce:

Per quanto riguarda i consigli condivisi negli annunci pubblicitari, puoi controllare l’utilizzo del tuo nome e della foto del tuo profilo tramite l’impostazione Consigli condivisi. Se l’impostazione viene disattivata, il tuo nome e la tua foto del profilo non verranno mostrati nell’annuncio del tuo negozio preferito o in qualsiasi altro annuncio. Questa impostazione si applica solo all’utilizzo negli annunci e non influisce sull’eventuale utilizzo del nome o della foto del profilo in altri contesti, come Google Play.

Alla base della scelta del colosso statunitense:

Vogliamo offrire agli utenti, ai loro amici e alle persone nelle loro cerchie le informazioni più utili. I consigli delle persone che conosci possono essere molto utili, quindi i tuoi amici, la tua famiglia e altre persone potrebbero vedere il nome e la foto del tuo profilo, nonché contenuti come le recensioni che condividi o gli annunci su cui hai fatto +1.

Certo è che se l’opzione circa l’uso di foto e nomi risulta attivata di default, il problema rimane: la gran parte degli utenti non conosce a fondo le impostazioni della propria privacy. E c’è da giurare che questo a Mountain View è cosa nota.

Basterà questo chiarimento, allora, per placare gli animi e rassicurare gli utenti?

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