Il rapporto dell’AGCOM sull’advertising online in Italia


L’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha diffuso i risultati della prima edizione dell’Osservatorio sulla Pubblicità.

I numeri si fermano a Novembre 2012 e fanno riferimento all’anno precedente, dunque al 2011. Un anno dopo l’inizio della ricerca stessa, il che comporta comunque una distanza, almeno potenziale, di questi numeri dalle statistiche attuali dell’advertising in Italia. Nonostante il gap temporale, emergono alcuni elementi interessanti dall’analisi, consultabile liberamente sul sito dell’Autorità.

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Uno dei versanti analizzati in maniera particolare, è quello della pubblicità sul web.

“La nuova piattaforma digitale, da un lato, comporta profondi mutamenti nelle modalità ed alternative di fruizione dei contenuti, e in particolare di quelli informativi […] Dall’altro, detta evoluzione tecnologica permette attraverso il web forme di comunicazione pubblicitaria sempre più elaborate e sensibili al profilo dei fruitori del mezzo”.

Venendo ai numeri, nel 2011, le imprese hanno investito circa 3 miliardi in comunicazione web “tra above the line (pubblicità online) e below the line (web marketing), di cui il 52% in pubblicità on line”. Il settore del Web Marketing ha registrato una crescita complessiva del 47%, da aggiungere al 34% dell’advertising online.

“Appare significava la quota degli inserzionisti dell’on line sul totale aziende che svolge attività di comunicazione pubblicitaria, pari al 22% e, quindi, decisamente superiore a quella della televisione (3,5%) e della radio (5,1%)”.

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Sulle tipologie di pubblicità scelta degli inserzionisti, poi, è chiaro lo scenario individuato dall’AGCOM:

“Considerando, infatti, le aziende che investono su internet è agevole osservare come la pubblicità di tipo search rappresenti il formato maggiormente richiesto (49%). Una quota significativa di investitori continua ad utilizzare anche il display advertising (31%) e la pubblicità di tipo classifield/directory (riportata in tabella nella voce “altro”) che rappresentano i formati con i quali si è diffusa, inizialmente, la pubblicità sul web”.

Ancora:

“Stante la rapidità con la quale si sta espandendo l’utilizzo fra gli utenti delle piattaforme di condivisione e scambio, fra cui i social media, non sorprende la decisione delle aziende di destinare parte delle proprie risorse all’acquisto di inserzioni diffuse attraverso i social network (17%)”.

L’advertising nei video, invece, riguarda l’11% degli inserzionisti.

Infine, l’occhio dell’AGCOM si è poggiato sul comparto del mobile:

“Altro dato particolarmente interessante è quello riferibile alla pubblicità web diffusa attraverso la rete di telefonia mobile, che sebbene non abbia ancora raggiunto livelli particolarmente significativi (12%) assume, tuttavia, importanza se si considerano le peculiarità riscontrate nel nostro paese con riguardo alle modalità di accesso e di fruizione dei media digitali, fra cui Internet”.

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